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Utente: lupodimare1962
Gli uomini,non avendo nessun rimedio contro la morte,la miseria e l'ignoranza,hanno stabilito,per essere felici,di non pensarci mai.Ma non esistera' notte tanto lunga che impedisca ai marittimi di risorgere.

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sabato, 07 novembre 2009
AL PEGGIO CI DEVE ESSERE UNA FINE

La forza di determinati personaggi ,ormai anche loro appartenenti alla casta, e' il marittimo cogitabondo.E mi riferisco ad alcune frange del Sindacato che si sente sempre piu' parte del potere e sempre meno difensore del lavoratore marittimo.Non soffriamo di gnosi,ma alcuni neuroni nella nostra testa continuano a fare il proprio dovere.In primis mi chiedo se il Ministro del settore conosce lo spessore e/o il valore dei soldi tanto da dichiarare che vi era una perdita di 8 miliardi di euro(circa 16.000 miliardi del vecchio conio).Adesso cosa c'entriamo noi con la Siremar?Chi e' l'anello di congiunzione che accomuna le sorti della Societa' minore della Sicilia con la Tirrenia?Io direi il Ras Sindacale locale.Alla sfacciataggine non vi e' mai fine.Aggiungo ancora che il Sindacato in questa fase deve svestire i panni dell'acquirente e del venditore, ma scorciarsi le maniche, e gestire questo processo di portata storica come viene definito, difendendo i lavoratori marittimi alla tenuta dei loro diritti prossimamente alla triturazione.Visto che oggi si vive una fase di mancanza assoluta di referenze politiche nazionali non piu' rappresentate in Parlamento.Mi sembra che all'orizzonte vi sia procrastinabilita' di difendere i propri ed esclusivi interessi essenziali.Detto questo credo che il nostro A.D. insieme al capo di una componente Sindacale voglia gestire i soldi della Siremar(55 Mln.di Euro circa)insieme a quelli della Tirrenia,visto la recente nomina alla Presidenza della Italian Brokers probabile acquirente della Tirrenia.In questo preciso momento la solita associazione sindacale finora facente funzioni di stampella al capo della Societa' Partenopea in odore di armatore indice uno sciopero di 48 ore 21 e 22 dicembre, ufficialmente con i soliti diritti negati e/o violati,ma in realta' votato alla gestione del potere e di una cospicua somma di danari (Tirrenia/Siremar),per altri lunghissimi 12 anni.

Saluti by lupodimare

Postato da: lupodimare1962 a novembre 07, 2009 07:20 | link | commenti (17)

mercoledì, 04 novembre 2009
futuro prossimo

Conseguentemente all'accordo firmato ieri, pare che l'ossigeno sonvenzioni si allunghi di 12 anni per le regionali e di solo 8 per le maggiori, dopo di cio' si apriranno le trattative per le società interessate all'acquisto. A tale proposito vi faccio presente che il Nostro illustre A.D. cavaliere Pecorini è stato nominato presidente di una delle maggiori compagnie d'assicurazioni italiane, esattamente la Italbrokers, e che tale societa' possa essere una potenziale acquirente. Meditate gente, meditate.

saluti by lupodimare

Postato da: lupodimare1962 a novembre 04, 2009 20:49 | link | commenti (2)

martedì, 03 novembre 2009
passaggio delle regionali

Questa mattina alla presenza del Premier Berlusconi e dei Presidenti delle regioni  interessate,  Bassolino compreso chiaramente, sono state apposte le firme per la vertenza Tirrenia. Ufficiale ora il passaggio delle minori alle rispettive regioni.

saluti by lupodimare

Postato da: lupodimare1962 a novembre 03, 2009 21:06 | link | commenti

mercoledì, 14 ottobre 2009

COMUNICATO AI MARITTIMI TIRRENIA - DIVISIONE ADRIATICA E SOCIETA’ REGIONALI.

 Le scrivente O.S. a seguito dello stato di agitazione dei lavoratori marittimi e amministrativi della Tirrenia e delle società regionali, a difesa del lavoro e dell’occupazione ed in considerazione delle forti sofferenze nel reclutamento conseguenti alla temporanea soppressione di una nave sulla linea Bari - Durazzo e dell’incendio patito dalla motonave Florio, hanno tenuto in data odierna una riunione disposta dalla Prefettura di Bari con l’Azienda.Le O.S. nell’incontro hanno argomentato le motivazioni dello stato di agitazione contestando la mancata disponibilità da parte dell’Azienda di addivenire, tramite un’articolata e precisa trattativa, ad un accordo complessivo che limiti al massimo possibile ogni sofferenza del personale tanto nella Capo Gruppo quanto nelle minori nell’arco di tempo in cui saranno effettuati i lavori alle navi fino al recupero del pieno esercizio flotta. Le scrivente O.S. hanno ribadito che in assenza di un accordo condiviso ed in caso del perdurare di scelte unilaterali aziendali sarebbe inevitabile un,pur doloroso, inasprirsi del conflitto, dichiarandosi nel contempo pienamente disponibile a raggiungere un accordo che soddisfi entrambi le parti. L’incontro in Prefettura a Bari si è quindi concluso con l’impegno da parte dell’Azienda a riaprire al più presto un tavolo di trattativa, pertanto in attesa di ricevere una convocazione, ad un tavolo che auspichiamo essere unitario, la Filt Cgil mantiene al momento lo stato di agitazione dei lavoratori indetto invitando gli stessi alla massima unità e compattezza in questa fase e lavorando nel contempo perché la medesima unità caratterizzi i sindacati in uno sforzo comune a difesa dei diritti dei lavoratori di Tirrenia e Società Regionali.

 

 

BARI, 14.10.2009

( Emanuele FERNICOLA-Giacomo SANTORO-Fabrizio FABBIETTI-Nicola DI MAGGIO)

LE SEGRETERIE FILT – CGIL CAMPANIA-LIGURIA-MARCHE-PUGLIA

Postato da: lupodimare1962 a ottobre 14, 2009 14:47 | link | commenti (9)

lunedì, 12 ottobre 2009
STATO D'AGITAZIONE

LA TIRRENIA GIORNO 14 DI OTTOBRE E' STATA CONVOCATA A COMPARIRE DAVANTI ALLA PREFETTURA DI BARI PER COMUNICAZIONI CIRCA LO STATO DI AGITAZIONE INDETTO LA SCORSA SETTIMANA DALLA FILT CGIL.
Saluti by lupodimare 

Postato da: lupodimare1962 a ottobre 12, 2009 14:16 | link | commenti (3)

venerdì, 02 ottobre 2009
MEMORIA STORICA

Vedo che su questo blog si inizia a sparare sui marittimi Tirrenia,e questo non e' cosa buona.Sappiate, per chi ha memoria corta, i marittimi Tirrenia nel corso della loro vita lavorativa, hanno dovuto subire travasi e/o trasfusioni di uomini provenienti da altre Societa' del Gruppo.Iniziando con la vecchia e gloriosa Societa Italia nel 1975/77,per poi proseguire con il LLoyd Triestino negli anni successivi,per poi continuare con la Viamare creata dal Presidente Finmare di allora Alcide Ezio Rosina se ricordate.Quanti Marittimi odierni e pensionati in tutti quegli e/o questi anni hanno subito stop e/o stalli nella loro carriera per far posto ai cosidetti intrusi come li definite ora voi.E per ultimo l'Adriatica.Quindi quello che voi state denunciando cari Amici della Siremar fatelo perche' ognuno deve avere liberta' di esprimersi ma a volte un po di memoria storica non fa male.

Saluti by lupodimare

Postato da: lupodimare1962 a ottobre 02, 2009 14:28 | link | commenti (20)

giovedì, 01 ottobre 2009
LO SBARCO IN ALBANIA.........

All'ambasciata d'Italia in Albania

Al Consolato di Italia di Durazzo

Al Ministero degli Esteri

Al Prefetto di Bari

e,p.c. Alla Tirrenia di Navigazione Spa

 

Napoli, 01.10.2009

Prot. 1351 /3/as

 

Oggetto: vertenza Tirrenia

 

 In relazione alla vertenza Tirrenia, di cui si allega nota sindacale, facciamo presente quanto segue:

 

la M/N Domiziana non ha ancora ricevuto disposizioni sulla base di sbarco del personale; da notizie informali sembrerebbe che lo sbarco del personale sia previsto giorno 3 Ottobre c.a. nel porto di Durazzo in territorio extracomunitario. Si diffida la Società Tirrenia dall’attuare tali azioni antisinsindacali e gravemente provocatorie, che potrebbero comportare forti e vibranti proteste del personale, con possibili iniziative inconsulte.

 

Si informa, altresì, che il giorno 2 Ottobre c.a. sulla nave presso il porto di Bari è stata convocata un’assemblea sindacale per informare il personale marittimo della situazione e delle iniziative sindacali a tutela dei livelli occupazionali.

 

Si ribadisce la necessità di un urgente incontro presso l’organo prefettizio allo scopo di evitare l’inasprimento della vertenza e individuare una soluzione alle problematiche evidenziate.

 

 

 

LE SEGRETERIE REGIONALI FILT – CGIL

(M.SALSANO E. FERNICOLA) (G. SANTORO) (F. FABBIETTI) (N. DI MAGGIO)

CAMPANIA LIGURIA MARCHE PUGLIA

Postato da: lupodimare1962 a ottobre 01, 2009 15:46 | link | commenti

STATO DI AGITAZIONE

Alla Tirrenia di Navigazione Spa

Alla CAREMAR Spa  

 

Al Prefetto di Napoli

Al Prefetto di Genova

Al Prefetto di Bari

All’Autorità Portuale di Napoli

All’autorità Portuale di Bari

All’Autorità Portuale di Genova

Alla Capitaneria di Porto Napoli

Alla Capitaneria di Porto Genova

Alla Capitaneria di Porto Bari

Alla Commissione di Garanzia  per l’esercizio del diritto di sciopero   - Roma -

Napoli, 30.09.2009 

Prot. 1340/3/as

Oggetto: dichiarazione stato di agitazione lavoratori marittimi  e amministrativi Caremar e Tirrenia

La Società Tirrenia, nell’incontro del 29.09.2009 con le OO.SS. FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI Campania, ha illustrato il Piano aziendale di rotazione delle unità nautiche. Esso comporterà lavori di bacino per ordinaria manutenzione per tre navi a rotazione e la sospensione dal 2 ottobre dell’attività della M/N Domiziana sulla rotta Bari/Durazzo.

Tale programma prevede la perdita di circa 60 posti/imbarco, in virtù delle ridotte tabelle di armamento previste durante i lavori in bacino.

Sono inaccettabili le scelte dell’Azienda che avranno pesanti ricadute sul personale, dal punto di vista occupazionale e salariale.

Le scriventi dichiarano, pertanto, lo stato di agitazione di tutto il personale marittimo ed amministrativo delle sedi di riferimento di Napoli, Genova e Divisione Adriatica di Tirrenia e della Caremar Spa.

La presente vale come avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione.

  

           CAMPANIA                      LIGURIA                MARCHE                    PUGLIA

     LE SEGRETERIE  REGIONALI  FILT – CGIL

( Emanuele FERNICOLA) (Giacomo SANTORO) (Fabrizio FABBIETTI) (Nicola DI MAGGIO)

Postato da: lupodimare1962 a ottobre 01, 2009 15:35 | link | commenti

venerdì, 18 settembre 2009
NELLE MANI DI CHI..........

Nelle mani di chi siamo stati fino ad oggi.Ancora non si riescono a capire certe decisioni visto la palesita' della situazione.Qualche giorno fa una sigla sindacale(CGIL) ha ritirato la firma da tutti gli accordi firmati dal 2007 ad oggi,riconoscendo che l'apporto condivisibile o meno dato all'Amministratore non era piu' posto in essere per le strade diverse dai loro auspici che i fatti hanno  preso.Si auspicava che anche le altre due sigle(CISL e UIL) almeno una volta avessero sostenuto l'unita' di intenti.Ma che.Stanno per uscire con un comunicato che continueranno a sostenere il Fuori Convenzione firmato nel 2007.Mentre scrivo giunge notizia che  la UIL faccia  marcia indietro e si associa alla CGIL.Vediamo come va a finire.Non sanno che solo con l'unita' specialmente in questo frangente si riuscira' ad ottenere qualcosa.
Saluti by lupodimare   

Postato da: lupodimare1962 a settembre 18, 2009 16:36 | link | commenti (6)

CONCLUSIONE PREVISIONALE

Cari Amici ultimi dati dalla presunta conclusione dell'agonia Gruppo Tirrenia:Firma della Convenzione per ulteriori 8 anni gestita dal privato che subentrera' alla gestione pubblica,via tutta la Dirigenza e diversi Amministrativi in odore di quescienza con eventuali ammortizatori sociali,le Societa' minori regionalizzate come si vocifera da sempre ed ultimo il probabile acquirente G.N.V.
P.S. Si accettano scommesse
Saluti by lupodimare

Postato da: lupodimare1962 a settembre 18, 2009 16:22 | link | commenti (1)

lunedì, 07 settembre 2009
TAVOLO TECNICO CO.RE.MA.

Napoli, 3 settembre 2009

Pt. n. 191

 

 On.  Pasquale  Sommese Presidente IV Commissione Trasporti

 

 e p.c. Ai Sindaci dei Comuni di:Ischia, Capri, Anacapri, Forio, Casamicciola, Procida, Barano, Serrara Fontana, Lacco Ameno.Ai Collaboratori del Tavolo Tecnico

 

 

Alle OO.SS. regionali:

CGIL,CISL, UIL, UGL, CISAL

 

Caro Presidente,

dopo l’ultima riunione del 25.06.2009 del Tavolo Tecnico istituito dalla Commissione da Lei presieduta, nel corso della quale ricevemmo le numerose comunicazioni  del direttore dell’ACAM, relative al confronto in atto tra Regioni e Governo per la privatizzazione della Tirrenia e la regionalizzazione delle Compagnie Caremar, Siremar, Toremar, Saremar, …, null’altro, almeno ufficialmente, è stato trasmesso alla IV Commissione, né dal punto di vista delle informazioni, né da quello della documentazione.Eppure mi risulta che nel corso di questa torrida estate sia intercorsa tra il Governo e la Regione Campania una fitta corrispondenza avente per oggetto i vari aspetti concernenti i collegamenti marittimi con le isole: assetto societario, indirizzo comunitario, ecc. Tra l’altro, proprio sull’indirizzo comunitario, la Regione Campania dovrebbe pronunciarsi rapidamente, in considerazione del fatto che martedì 8 settembre si riunirà nuovamente il tavolo tecnico a Roma per iniziare a definire i contorni dell’accordo per la regionalizzazione - per quel che ci riguarda - della Caremar.La situazione è, quindi, in rapida evoluzione. I tempi sono stretti, gli aspetti da analizzare sono molteplici e tutti di grande importanza per i riflessi sociali che essi rivestono e che Lei può facilmente immaginare.Ogni distrazione potrebbe risultare fatale per il conseguimento dei nostri obiettivi, che si riassumono nella ferma volontà di soddisfare le legittime aspirazioni delle popolazioni isolane. A tal proposito mi corre l’obbligo ricordare che i portatori d’interessi contrapposti mostrano di muoversi ad una  velocità superiore a quella dell’Ente pubblico.La prego pertanto, di convocare – questa volta sul serio visto che una mia identica richiesta in tal senso giace inevasa dal 28 luglio c.a. - per la settimana ventura una riunione del "nostro" Tavolo Tecnico, con la presenza dell’Assessore ai Trasporti e del direttore dell’ACAM, al fine di monitorare la fase in atto, anche attraverso l’acquisizione della documentazione trasmessa dal Governo alla Regione Campania.

Cordialmente                                                                                                                    

  On. Pietro  Diodato

Postato da: lupodimare1962 a settembre 07, 2009 07:25 | link | commenti

venerdì, 04 settembre 2009
TIRRENIA AI PRIVATI CARONIA(UIL):PERCHE' MATTEOLI NON PARLA?

«C’è un detto siciliano che tradotto recita: “la parola più bella è quella che non si dice”. Ma come tutti i detti popolari non è adattabile ad ogni circostanza. Lo è di certo rispetto al gran parlare, in qualche caso straparlare, del mondo armatoriale, in riferimento alla privatizzazione del gruppo Tirrenia, che continua a ripetere fin quasi alla noia posizioni ed intendimenti ormai triti e ritriti costringendo il sindacato a fare altrettanto. Non è al contrario, affatto adattabile al silenzio del governo e del ministro dei Trasporti Altero Matteoli i quali così facendo alimentano questo inutile se non nocivo tormentone».
Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della UilTrasporti, Giuseppe Caronia. Credo, aggiunge il sindacalista, «sia giunto invece il momento di affrontare concretamente le problematiche di questa privatizzazione della quale in primis dobbiamo capire a che serve e a chi serve, se e come verranno garantiti i livelli occupazionali e salariali ai Lavoratori marittimi ed amministrativi e gli obblighi di servizio pubblico al paese. Privatizzazione che comunque per le complessità che presenta, (trasferimento alle Regioni delle società regionali, contenuti del bando di gara di cui nulla o quasi conosciamo, per citarne alcune), impone la immediata ripresa, a Palazzo Chigi, del confronto tra tutte le parti interessate». Giovedì 10 settembre, rileva Caronia, «sapremo finalmente, almeno lo speriamo, da Fintecna, che accolta la richiesta ha convocato i segretari generali di categoria, quale sia effettivamente la situazione finanziaria del gruppo e le condizioni di massima del bando di gara. Sarebbe pertanto apprezzabile ed auspicabile sino al quel momento un temporaneo e salutare silenzio stampa, ovviamente sull’argomento, a cui per primo mi atterrò. Naturalmente è assolutamente escluso da questo invito, non solamente per rango, il ministro dei Trasporti la cui parola mi auguro bella attendiamo invece con ansia e trepidazione».

Postato da: lupodimare1962 a settembre 04, 2009 07:35 | link | commenti

giovedì, 03 settembre 2009
PRIVATIZZAZIONI PANELLA (UGL):SERVE UN NUOVO CONFRONTO

È necessario che venga ripreso il confronto sulla privatizzazione di Tirrenia. Ad affermarlo è il segretario nazionale dell’Ugl Trasporti, Roberto Panella, il quale sollecita il governo ad uno «scambio diretto di informazioni sul processo avviato, filtrato invece fino ad oggi soltanto attraverso i mezzi di informazione».
Per Panella «a differenza di quanto avvenuto per altri casi di privatizzazione o di crisi aziendali, in cui non è mancato il confronto con le parti sociali, sul destino di Tirrenia si naviga a vista tenendo all’oscuro degli ultimi sviluppi le organizzazioni sindacali, essenziali per un buon esito del processo di privatizzazione e di un rilancio del gruppo di navigazione». «Chiediamo quindi - afferma Panella - che al più presto il governo attraverso i dicasteri interessati convochi un incontro per riportare chiarezza e trasparenza sul futuro di un asset importante e articolato del trasporto marittimo quale è appunto Tirrenia».

Postato da: lupodimare1962 a settembre 03, 2009 07:48 | link | commenti

CONFITARMA TIRRENIA NON SARA UNA NUOVA ALITALIA

La privatizzazione di Tirrenia non andrà come quella di Alitalia, non ci sarà confusione, stop and go ma acquirenti con le idee molto chiare, forti della lunga esperienza accumulata nel settore. E il debito della compagnia, che a oggi ammonterebbe a circa 800 milioni di euro, sarà tutto sulle spalle di chi comprerà. Ne è convinto il presidente di Confitarma (Confederazione italiana armatori), Nicola Coccia, interessato all’acquisizione di Tirrenia. All’Apcom racconta come vede il futuro della compagnia, assicura che manterrà i livelli occupazionali dei marittimi, ma ridurrà i dipendenti amministrativi, che sono «sovrabbondanti». E ai colleghi di Grandi Navi Veloci, in corsa per l’acquisto, dice che forse la loro proposta incontrerà qualche ostacolo a Bruxelles. In vista della pubblicazione del bando per la privatizzazione di Tirrenia, che il governo sta preparando per metà settembre, «abbiamo aperto un tavolo di discussione interno all’associazione per arrivare - spiega Coccia - a una proposta unitaria, gli operatori di cabotaggio che aderiscono a Confitarma sono 7-8 compagnie, praticamente tutte quelle principali. Aspettiamo l’uscita del bando, che è atteso per la metà del mese, e parteciperemo sicuramente a questa gara. La certezza è che il governo ha deciso di privatizzare Tirrenia e andrà avanti su questa decisione», aggiunge il numero uno di Confitarma. Insomma per Coccia non ci saranno stop and go, ripensamenti, caos o lungaggini come è successo nella procedura per la privatizzazione di Alitalia: «Speriamo di no. Il nostro compito è di evitare che ci sia un’altra Alitalia, evitare confusione e di complicarsi la vita in questa privatizzazione. In quel caso c’era una unica compagnia di bandiera, non c’erano altri vettori, anche Air One aveva delle difficoltà». Secondo Coccia, non c’è il rischio che il peso del debito della compagnia ricada sui contribuenti, come è successo per Alitalia. «Per Tirrenia c’è una situazione opposta. Oggi - sottolinea Coccia - abbiamo 10 armatori di cabotaggio effettivi che operano sulle stesse linee di Tirrenia, l’armamento del privato è nettamente superiore al pubblico. Si tratta di operatori noti a livello internazionale che in una privatizzazione hanno la forza finanziaria di intervenire e si possono integrare dal punto di vista industriale. Per Alitalia si è dovuti ricorrere ad una cordata ad hoc, anche con imprese che non avevano sinergie industriali». Quanto alla situazione finanziaria di Tirrenia, Coccia rileva che il debito che erediterà l’acquirente di Tirrenia «sarà di circa 800 milioni, se ci obbligheranno lo prenderemo tutto, ma se ce lo riducono sarà meglio». Il capitale che metterà la cordata a cui fa capo Confitarma «ancora non si può stabilire, bisogna vedere quando esce il bando». Per quanto riguarda i livelli occupazionali, continua Coccia, «per i marittimi non ci sono problemi, per quelli amministrativi, che sono circa 400, c’è una sproporzione notevolissima e bisogna vedere se si trova qualche soluzione con il governo, sono sovrabbondanti e andrebbero almeno dimezzati. I sindacati - osserva - sono molto “appiccicati” sulla posizione pubblica a difesa di certi privilegi». Coccia glissa sul silenzio di Fintecna lamentato dai sindacati in merito alla procedura per la privatizzazione di Tirrenia: «Fintecna è formalmente il socio, ma la scelta è di ordine politico». Per le compagnie regionali poi Coccia non ipotizza delle cordate, perchè «ci saranno gli operatori locali che sceglieranno, noi daremo l’appoggio informativo, ma è da presumere che non ci sono cordate. Ogni Regione farà il bando che ritiene opportuno». Oltre a Confitarma anche Grandi Navi Veloci (Gnv) ha avanzato un piano per l’acquisizione della compagnia. La proposta, osserva, «è molto interessante, da vedere. Ma ho la sensazione che non vada nella linea indicata dalla Commissione europea che vuole la liberalizzazione del servizio». Confitarma, afferma il presidente, «è un’associazione di armatori privati. Ho sempre sostenuto che per partecipare a questa privatizzazione, sarebbe meglio che ci fosse non una sola impresa ma una gruppo di imprese e che ci fosse una cordata. Questo perchè, fermo restando che si è assolutamente liberi di partecipare, solo un gruppo di imprenditori può avere forza e capacità di creare un nuovo equilibrio, un sistema armonizzato che vada ad integrare l’attività delle imprese di cabotaggio a un’impresa pubblica. In prospettiva - conclude - credo che lavorando insieme è possibile immaginare uno sviluppo forte in chiave Mediterraneo del ruolo dell’Italia in questo settore. Queste imprese armatoriali possono giocare un ruolo determinante per lo sviluppo economico e turistico del nostro paese».

Postato da: lupodimare1962 a settembre 03, 2009 07:44 | link | commenti

martedì, 25 agosto 2009
TRAGHETTI APONTE E GRIMALDI:TIRRENIA NON CI INTERESSA

A distanza di qualche giorno dall’annuncio da parte dei vertici di Confitarma di una cordata di imprenditori del cabotaggio nazionale pronti a rilevare la società Tirrenia, arrivano le prime smentite e le prime conferme da alcuni armatori indicati dalle indiscrezioni come possibili candidati.
«Siamo interessati alla gara per la privatizzazione di Tirrenia. Non sappiamo ancora se soli o in cordata, prima bisogna vedere il bando». Così il presidente della Moby Spa, Vincenzo Onorato. «Non precludo nessuna possibilità, lascio tutte le porte aperte - dice Onorato - i rapporti con il presidente di Confitarma sono ottimi, siamo interessati ad acquisire tutta la società ma, ripeto, prima bisogna vedere le condizioni del bando». Positivo il giudizio dell’armatore privato sull’operazione di privatizzazione della compagnia di navigazione pubblica tuttavia alcune perplessità riguardano «il passaggio delle 4 controllate alle regioni, si passa dallo Stato alle regioni mantenendo i contributi, non mi sembra - osserva - una privatizzazione». Netto poi il giudizio di Onorato sulla condizione dei conti di Tirrenia: «Posto che non è facile leggere il bilancio del gruppo, il valore della flotta al netto dei debiti dà un risultato negativo; la quantificazione della flotta non copre i debiti» superiori, secondo Onorato, agli 800 milioni di euro. «È un’operazione complessa per questo è prematuro valutare ora, occorre necessariamente aspettare di leggere il bando» ripete l’armatore convinto dell’interesse di altri gruppi di cabotaggio nel panorama italiano. Ma, «fino a che non c’è il bando sono tutti interessati e nessuno è interessato». Per Raffaele Aiello, amministratore delegato della Snav, gruppo che fa capo a Gianluigi Aponte, «la Snav non fa parte di nessuna cordata. Siamo finanche usciti dalla Confitarma. E se dovesse esserci un interesse, non lo manifesteremmo con annunci roboanti». Manuel Grimaldi, co-amministratore della Grimaldi-Group è di poche, ma significative parole: «Non siamo interessati né facciamo parte della cordata. La società Tirrenia non vale niente e dovrebbe portare i libri in Tribunale. Se, invece, ci fosse la voglia di privatizzarla allora bisognerebbe ridimensionarla, vendere gli asset strategici e metterla sotto commissariamento per la sua definitiva liquidazione. Una bad-company alla stregua di quello che è stata fatto per l’Alitalia».

Postato da: lupodimare1962 a agosto 25, 2009 12:19 | link | commenti (1)

PRIVATIZZAZIONI CARONIA (UILT):VOGLIONO LO SPEZZATINO DI TIRRENIA

La vera intenzione degli armatori è lo spezzatino di Tirrenia. Lo afferma in una nota il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia. «Le smentite dei più importanti armatori del settore cabotiero circa il loro interesse ad acquisire Tirrenia attraverso un corretto processo di privatizzazione cosí come indicato dal governo e dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli - dice Caronia - è la riprova di quanto siano concrete e giustificate le preoccupazioni sin qui espresse dal sindacato». «Personalmente - aggiunge - sono convinto che alcune di queste indisponibilità siano legate alla crisi economica, che se pur tende ad attenuarsi, non permette, anche per le attuali difficoltà del sistema bancario, una corretta acquisizione di uno dei più grossi gruppi europei che si occupano di cabotaggio quale è Tirrenia».
«Vengono invece allo scoperto - prosegue - le vere intenzioni di qualche armatore e cioè l’interesse non ad acquisire ma a far sparire Tirrenia, salvo la disponibilità a raccattarne a prezzi stracciati alcuni pezzi. Emblematica appare in questo senso la dichiarazione del direttore generale Moby Lines Gigi Parenti, anche se prontamente corretta dal suo armatore Vincenzo Onorato». «Ci dica quindi esplicitamente il presidente Confitarma Nicola Coccia - conclude Caronia - quale sarebbe la sbandierata cordata ed il ministro Matteoli sulla base di quale dato reale e concreto ha costruito la sua ipotesi di privatizzazione a suo dire quasi definita».

Postato da: lupodimare1962 a agosto 25, 2009 12:16 | link | commenti

LA VERSIONE DI MOBY TRAGHETTI TIFOSI:PRESI D'ASSALTO

In merito alla vicenda dei tifosi cagliaritani - che ieri sera ha provocato un ritardo di un’ora e un quarto della partenza della Moby Aki da Livorno diretta a Olbia (prevista per le 23 e 30) - Moby precisa come si sono svolti i fatti. In data 23 agosto un centinaio di tifosi rossoblu ha preso d’assalto la Moby Aki in fase di sbarco, forzando i controlli e ferendo la commissaria di bordo e alcuni di essi sono riusciti a salire sulla nave. E’ stato necessario l’intervento della polizia in assetto antisommossa per far sbarcare i tifosi – tutti sprovvisti di biglietto - e riportare l’ordine. Stamattina, dopo aver sostato tutta la notte in porto sotto stretto controllo delle forze dell’ordine, una sessantina di tifosi ha tentato nuovamente di salire a bordo con la forza sulla Moby Tommy delle 8. L’imbarco è stato rifiutato in quanto la nave era già al completo. Una ventina di loro – fatto regolarmente il biglietto e scortati da 4 poliziotti - è partita alla volta di Olbia a bordo della Moby Otta in partenza alle ore 11 da Livorno. Moby precisa che il rifiuto di far salire a bordo i tifosi sprovvisti di biglietto è stato un atto dovuto a garanzia della sicurezza e dell’incolumità degli altri passeggeri della nave.

P.S. Cari tifosi Sardi avete finito di fare i C...i vostri sulle navi.

Saluti by lupodimare

Postato da: lupodimare1962 a agosto 25, 2009 12:13 | link | commenti

VERSO LAPRIVATIZZAZIONE GNV. IN CORSA PER TIRRENIA MA LA FLOTTA VALE POCO

Anche Gnv si candida per Tirrenia. Escluso l’acquisto dell’intera compagnia, ma il gruppo è interessato alle attività genovesi e dà un giudizio seccamente negativo sull’attuale gestione: «Il valore della flotta - avvisa il presidente e amministratore delegato Silvano Cassano - è molto basso». Cassano parla di «un disastro di proporzione immane, molto peggio che Alitalia. La privatizzazione di Tirrenia costerà al governo una cifra enorme» è la previsione del manager.Ma i traghetti pubblici fanno comunque gola in vista del bando di gara annunciato per meta' settembre.«La situazione di Tirrenia è peggio di quella in cui era Alitalia - dice Cassano - ma siamo tutti interessati a rilevarla. Il nostro interesse c’è, aspettiamo con trepidazione il bando. Difficile per noi come per tutti ingoiarsi il boccone intero». «Il vero nodo di questa privatizzazione sono i soldi e nessun armatore toglierà al governo le castagne dal fuoco», prosegue il numero uno di Gnv, indicando i passi necessari per la messa a gara della società-madre di Tirrenia: «Prima il bando, poi un commissario come per Alitalia, perché bisogna fare chiarezza sui numeri visto che l’amministratore delegato Franco Pecorini li nasconde da 25 anni. A chi resta sulle spalle il debito da 800 milioni di euro? Occorrerà fare una bad company e, come per Alitalia, servirà un accordo con i sindacati, nessuno è così pazzo da comprarla senza». Tirrenia, dice ancora Cassano, «ha tre grandi hub, Genova, Napoli, Civitavecchia, a noi interessa il polo di Genova per consolidare i nostri perimetri». «Il valore della flotta di Tirrenia è molto basso, secondo le nostra analisi non è stato speso in manutenzione quello che si doveva. Poi ci sono 4 navi superveloci comprate nel 2004 e mai usate: quelle chi se le prende? La cordata di cui ha parlato il presidente di Confitarma Nicola Coccia è un’idea giusta - secondo Cassano - ma storicamente gli armatori non lavorano bene in gruppo». Infine il nodo occupazione, «tra i marittimi non ci sono esuberi, ma il governo dovrà accollarsi anche la cassa integrazione per gli amministrativi, come ha fatto per Alitalia».i gara annunciato per metà settembre.

Postato da: lupodimare1962 a agosto 25, 2009 12:04 | link | commenti

sabato, 22 agosto 2009
REPICLA A MATTEOLI:NESSUN TAGLIO FRA I MARITTIMI

Dopo Alitalia, tocca a Tirrenia. Potrebbe così essere l’ultima estate per la società di navigazione in versione pubblica: il governo ha avviato le procedure per la privatizzazione per quella che è stata definita “l’Alitalia dei mari” e che potrebbe chiudere l’anno con un rosso di 800 milioni di euro. «La procedura di vendita di Tirrenia è stata avviata - ha annunciato oggi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli - il bando è in corso di predisposizione». A fine 2009 scade la deroga concessa da Bruxelles per i contributi pubblici alla società di navigazione guidata da 25 anni dall’ad Franco Pecorini. Il bando per la vendita della società-madre è previsto per metà settembre mentre le quattro società controllate - Siremar, Toremar, Saremar e Caremar - saranno trasferite alle Regioni (rispettivamente Sicilia, Toscana, Sardegna, Campania). Sono già partite le lettere per il trasferimento che avverrà attraverso convenzioni Stato-Regioni. Il ministero sta aspettando le risposte dei quattro governatori. Matteoli plaude intanto alla presenza di una cordata di armatori italiani pronta - dice il presidente di Confitarma Nicola Coccia - a partecipare alla gara. «Purché - avverte Coccia - non ci siano condizioni impossibili nel bando. Valuteremo pro e contro». A contendersi il gruppo la cui flotta vale, secondo l’advisor del Tesoro, 1,5 miliardi, ci sarebbero gruppi come Aponte (Msc), Vincenzo Onorato (Moby), Gnv. Armatori e regioni avranno accolto con favore la notizia annunciata dal ministro di contributi pubblici sia ai governi regionali sia agli armatori per i collegamenti obbligatori di continuità territoriale. «Sono lieto se una cordata di armatori italiani è pronta ad acquisirla, nel rispetto delle norme europee. Mi auguro che partecipino alla gara» ha detto il ministro delle Infrastrutture che di concerto con il Tesoro, gestisce il dossier Tirrenia. Il finanziamento pubblico dovrebbe essere pari a 174 milioni, suddivisi secondo necessità: la fetta più consistente, oltre 80 milioni, dovrebbe andare alla Sicilia. Roma avrebbe intanto ottenuto un via libera informale da Bruxelles sulle procedure scelte e Fintecna starebbe ultimando la preparazione del bando. Alcune Regioni, come la Toscana, hanno annunciato la volontà di mettere a gara internazionale i collegamenti, altre decideranno. Plaude intanto la Sicilia in quanto il disegno «coincide con la volontà di recuperare la Siremar per garantire la continuità territoriale e i collegamenti con gli arcipelaghi di Sicilia», dice l’assessore regionale ai Trasporti Nino Strano. «Occorre però fare in fretta» avverte Matteoli in vista della scadenza fissata da Bruxelles: le procedure del bando potrebbero essere a 60 o a 90 giorni. Ma il sindacato frena: «privatizzazione ma solo a fine crisi» dice il segretario Uilt Giuseppe Caronia che chiede ammortizzatori sociali per i lavoratori «come per Alitalia». «Il governo li ha già previsti», dice Coccia secondo il quale gli esuberi non saranno tra i 3.000 marittimi, bensì tra i circa 500 amministrativi. Sulla gara Tirrenia si è pronunciato a luglio anche l’Antitrust rilevando che «la cessione dell’intero capitale a uno o più operatori privati, individuati con procedure ad evidenza pubblica, appare la modalità maggiormente compatibile con i principi di tutela della concorrenza».

Postato da: lupodimare1962 a agosto 22, 2009 07:35 | link | commenti

venerdì, 21 agosto 2009
TRAGHETTI COCCIA:TIRRENIA IL GOVERNO RISPONDA

«Siamo in attesa di una risposta dal governo. Ci dica cosa vuole fare su Tirrenia, come è accaduto per la vicenda Alitalia». Nicola Coccia, presidente degli armatori di Confitarma, punta a stringere i tempi per una soluzione del nodo-Tirrenia e ricorda che la proposta avanzata da Confitarma per la privatizzazione del gruppo pubblico «vuole dare una risposta - dice all’agenzia Ansa - che tenga conto delle condizioni poste dalla Ue e dei paletti dell’Antitrust, in entrambi i casi chiedendo una completa liberalizzazione».
Disposti a rilevare quella che è stata definita l’Alitalia dei mari, «ci sono - dice Coccia - tre, quattro grandi gruppi del cabotaggio, tutti italiani. Si tratta di una cordata privata italiana, non credo ci sarà qualche straniero disposto a toglierci un po’ di problemi». Gli armatori privati sono favorevoli «a mantenere una partecipazione minoritaria dello Stato quale nocciolo di garanzia, ma credo che la volontà del Tesoro sia di Fintecna è quella di cedere il 100% di Tirrenia». A fine anno deve essere sospesa ogni deroga ai contributi pubblici a favore del gruppo di navigazione. C’è quindi grande attesa da parte degli imprenditori sulla risposta «a breve» da parte del ministero dei Trasporti. «Siamo disposti a metterci intorno a un tavolo per dare una mano ma siamo dei business man; con Tirrenia non pensiamo certo di fare un grande affare ma non vogliamo nemmeno fare un pessimo affare», aggiunge il presidente di Confitarma. Il problema però è lo stato reale dei conti del gruppo di navigazione pubblico. «Stiamo aspettando che l’azienda ci dia i dati, il passivo 2009 dovrebbe essere di 800 milioni di euro. Speriamo non siano di più».
Ma gli armatori sono disposti ad accollarsi il “buco” di Tirrenia ? «Ci mettiamo intorno a un tavolo - risponde Coccia - valuteremo tutti i peso, l’attivo, il passivo, il valore al netto patrimoniale, come qualsiasi altro affare. Siamo consapevoli che non è un buon affare ma vogliamo dare il nostro contributo per riorganizzare il rilancio dell’azienda. Tirrenia ha sempre rappresentato per noi un avversario che poteva contare su condizioni di privilegio».

Postato da: lupodimare1962 a agosto 21, 2009 07:58 | link | commenti (1)